La Chiesa

Fondata sin dal IV secolo da papa Marcello I, fu ricostruita dopo un incendio devastante, a partire dal 1519, da Jacopo Sansovino, poi sostituito da Antonio da Sangallo il Giovane. Rispetto alla chiesa paleocristiana, quella rinascimentale ebbe un orientamento opposto, e l’ingresso principale fu rivolto verso la prestigiosa via del Corso, in luogo dell’antico transetto.

Descrizione

L’edificio è a navata unica, con cinque cappelle per lato.

La controfacciata è completamente occupata da una grande Crocifissione, verso cui convergono le 14 scene di “Storie della Passione” affrescate nel registro superiore entro il 1613.

La facciata concava, opera di stile barocco del tardo XVII secolo, è di Carlo Fontana (1681-1687).

All’interno sono collocate opere, tra gli altri, di

  • Gregorio Guglielmi (Miracoli di Santa Giuliana Falconieri, 6 dipinti su tela, 1750–51)
  • Francesco Salviati (Storie della Vergine’) nella cappella Grifoni, la terza a destra;
  • Perin del Vaga (i Quattro evangelisti) nella cappella del Crocifisso, la quarta a destra;
  • Alessandro Algardi (busti della famiglia Frangipane) e Taddeo e Federico Zuccari (Conversione di san Paolo), nella cappella Frangipane, la quarta a sinistra;
  • Pier Claudio Pantieri (ceramica rappresentante la Madonna del Fuoco, patrona di Forlì: per questo, nella ricorrenza – il 4 febbraio – si raduna in San Marcello la comunità romagnola presente a Roma), nella Cappella di San Pellegrino Laziosi, servita forlivese.

A sinistra dell’ingresso è il monumento eretto dal Sansovino per il cardinale Giovanni Michiel, avvelenato in Castel Sant’Angelo.

Nella cappella del Crocifisso (la quarta a destra) è il monumento funebre del cardinal Consalvi e del fratello, opera neoclassica di Rinaldo Rinaldi.

Nella cappella Orsini (la quinta a destra, la più vicina all’abside), nota come Cappella di San Pellegrino Laziosi, sono sepolti anche i cardinali Fabrizio Paolucci e Camillo Merlini Paolucci, che la fecero ornare con opere di Pietro Bracci (il sepolcro di Fabrizio), di Tommaso Righi (il sepolcro di Camillo), di Aureliano Milani e di Domenico Corvi (due tele di ispirazione veterotestamentaria, Il sacrificio di Isacco e Il ritrovamento di Mosè).

Tutti gli anni la chiesa ospita un presepe artistico di ambientazione romana.

La Chiesa è retta dai Servi di Maria.


Fonte: Wikipedia, L’enciclopedia libera.